Collari elettrici: class action epocale negli Stati Uniti. Un recente accordo extragiudiziale negli Stati Uniti, per un valore di 1,9 milioni di dollari, ha acceso i riflettori sui rischi legati all’utilizzo dei collari elettrici nell’addestramento dei cani. La class action, promossa in California, ha visto coinvolta una grande azienda produttrice di collari elettrici. Ma cosa può significare questo per i proprietari di cani italiani?
Vuoi ricevere tutte le notizie di vitadacani.info?
Iscriviti ai nostri canali Telegram e Whatsapp
---------
Collari elettrici: i pericoli nascosti
Da tempo, esperti di comportamento animale e veterinari mettono in guardia contro l’uso dei collari elettrici. Studi scientifici hanno evidenziato come questi strumenti possano causare stress, ansia, paura e aggressività nei cani. Inoltre, esiste il rischio concreto che l’animale associ la scarica elettrica a elementi diversi da quelli che il proprietario intende correggere, generando confusione e problemi comportamentali. Alcune ricerche hanno dimostrato che i cani addestrati con collari elettrici manifestano maggiori segni di stress rispetto a quelli educati con metodi basati sul rinforzo positivo. Quest’ultimo approccio, tra l’altro, si rivela spesso più efficace anche nel lungo periodo. Non a caso, diverse nazioni hanno già bandito l’uso di questi dispositivi.
La class action californiana: cosa è successo?
La causa legale intentata contro l’azienda contestava l’uso, da parte di quest’ultima, di termini edulcorati come “stimolazione” o “correzione statica” per descrivere la scarica elettrica inflitta dai propri collari. Secondo l’accusa, l’azienda avrebbe minimizzato i pericoli di questi prodotti, presentandoli come sicuri e raccomandati da veterinari ed esperti, quando in realtà sono ampiamente criticati dalla comunità scientifica. La denuncia faceva riferimento a segnalazioni di proprietari che avevano riscontrato lesioni fisiche sui propri cani a causa dei collari, come ustioni, irritazioni cutanee e infezioni, oltre a traumi psicologici.
Chi era coinvolto nell’accordo?
L’accordo riguarda i residenti in California che tra il 1° ottobre 2021 e il 31 ottobre 2022 hanno acquistato un collare elettrico prodotto dall’azienda in questione. La scadenza per presentare la richiesta di risarcimento era fissata al 29 dicembre 2025. Il caso potrebbe aprire la strada a nuove azioni legali contro i produttori di collari elettrici anche in altri paesi. Molti esperti si augurano che questa vicenda possa sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi di questi strumenti e promuovere metodi di addestramento più rispettosi del benessere animale.