Combattimenti tra cani: tratti in salvo 80 esemplari

Combattimenti tra cani: tratti in salvo 80 esemplari

Smantellato un giro di combattimenti clandestini tra cani
Smantellato un giro di combattimenti clandestini tra cani
combattimenti tra cani
Fotogramma dalla pagina Facebook Human Word for Animals

Combattimenti tra cani: tratti in salvo più di 80 esemplari.  Un’ampia operazione di polizia ha portato alla luce e smantellato un’organizzazione dedita ai combattimenti tra cani. L’intervento, in Florida, condotto dagli agenti nelle contee di Union e Clay, è culminato con il sequestro di oltre ottanta cani tenuti in condizioni di grave maltrattamento e con evidenti segni di violenza. Le indagini sono scattate a Lake Butler, piccola località della Florida con meno di 2.000 abitanti, in seguito alla perquisizione di due proprietà distinte. La polizia ha concentrato le ricerche sulle strutture utilizzate dal giro illecito. L’obiettivo era raccogliere le prove necessarie per dimostrare l’esistenza di un vero e proprio racket dei combattimenti.

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Combattimenti tra cani: smantellata l’organizzazione criminale

I documenti fotografici e le prove raccolte dagli agenti raccontano un sistema di detenzione cruento, finalizzato allo sfruttamento degli animali e al loro impiego nei combattimenti. Nelle proprietà, i cani erano tenuti in condizioni igieniche precarie, circondati da grande sporcizia. A confermare l’esistenza dell’attività criminale, le autorità hanno rinvenuto prove che parrebbero inequivocabili, tra cui una fossa che si presume venisse utilizzata per gli scontri o come area di condizionamento fisico per le lotte vere e proprie. La crudeltà del sistema emergeva anche dalle condizioni disumane in cui i poveri cani venivano tenuti: rinchiusi in modo inadeguato tra barili di plastica, in piccole baracche di legno, costantemente legati con pesanti catene. Questi metodi di reclusione sembrano essere tipici delle pratiche utilizzate per isolare i cani e aumentare spietatamente la loro aggressività, preparandoli a un mercato nero dove l’aggressività a cui i poveri cani vengono indotti è criminalmente monetizzata.

Le prove della violenza sul corpo degli animali

La maggior parte degli oltre ottanta cani salvati presentava segni visibili di un passato di violenza. Molti esemplari recavano sul corpo cicatrici e ferite pregresse, che rappresentano le prove dirette della loro partecipazione a lotte clandestine. Il loro stato fisico ha indotto la polizia locale a contestare ai responsabili il reato di maltrattamento di animali e l’organizzazione di lotte.

A seguito del ritrovamento, un sospettato è stato arrestato. Lo sceriffo Brad Whitehead ha ringraziato le agenzie coinvolte nell’intensa indagine multi-agenzia, tra cui l’organizzazione Human World for Animals, che ha fornito supporto essenziale per portare in salvo i cani. Hanno collaborato anche i veterinari del laboratorio di Scienze Forensi dell’Università della Florida.

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