Francesco Baccini: “La mia vita con i cani”. Intervista esclusiva al cantautore genovese

Francesco Baccini: “La mia vita con i cani”. Intervista esclusiva al cantautore genovese

L’artista genovese racconta della sua simpatica “orchestra domestica” e di Sal, il cagnolino dal carattere deciso che canta con lui e ne riconosce la musica. Quando le luci del palco si spengono, è in campagna con i suoi simpatici animali coi quali ritrova pace e serenità
L’artista genovese racconta della sua simpatica “orchestra domestica” e di Sal, il cagnolino dal carattere deciso che canta con lui e ne riconosce la musica. Quando le luci del palco si spengono, è in campagna con i suoi simpatici animali coi quali ritrova pace e serenità
francesco baccini: la mia vita con i cani
Francesco Baccini

Francesco Baccini: “La mia vita con i cani”. Intervista esclusiva al cantautore genovese. Cani, oche e un bassotto musicista che lo “accompagna” al pianoforte: Francesco Baccini e la quiete allegra di un piccolo grande branco.

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Le note del pianoforte risuonano nell’aria, accompagnate dalla voce di un cantautore che, negli anni, ha prodotto successi destinati a diventare storia della musica italiana. Il timbro inconfondibile di Francesco Baccini, lontano dal palco, è accompagnato oggi da un mini musicista a quattro zampe di nome Sal, che aggiunge il suo tocco di artista con piccoli ululati, perfettamente a tempo. E se lui non si accontenta di fare da spettatore, facendo vocalizzi insieme al suo padrone e riconoscendone il tocco tra mille, il resto del “pubblico” diviso tra cani e oche, si diverte in un giardino che somiglia più a un bellissimo villaggio che a un cortile: “È un po’ come la Corea del Nord e la Corea del Sud o il muro di Berlino. Ci sono confini precisi: se un’oca incontra il bassotto, scoppia la guerra”.

Un branco fuori dal comune

Ho tre cani e quattro oche. – racconta Baccini – Il bassotto si chiama Sal, perché mi ricorda una salsiccia con i piedi. Poi c’è Lola che è un setter e Choco, che è un labrador chocolate. Le oche hanno il loro carattere e un tempo erano cinque. Una ha saltato il muro e ha incontrato Sal. Era pure la mia preferita e, infatti, il bassotto è stato in punizione per tre giorni, ma la verità è che si tratta di un cane da caccia quindi resta un predatore, è nel suo istinto”. Un’area verde, quella dell’artista genovese, che rappresenta un piccolo micromondo dove ogni creatura ha un ruolo, un carattere specifico e, soprattutto, una storia da raccontare.

Francesco Baccini: la mia vita con i cani

Dietro a ogni animale che Baccini ha adottato, c’è un ricordo vivo e profondo: Choco l’ho preso nel 2015, subito dopo la morte di mia madre. Avevo bisogno di compagnia. L’ho comprato online, e quando è arrivato era malato. Pesava due chili, stava per morire. La mia veterinaria gli ha fatto una trasfusione, salvandogli la vita. Oggi ne pesa quasi quaranta.” Il bassotto, invece, “è stato un regalo della stessa veterinaria, da una cucciolata non voluta. Ero preoccupato che gli altri gli facessero del male, ma in poche ore era già il capo. Ha un carattere forte, è un capo branco naturale.” Choco è del 2015, quindi va per gli 11 anni, il bassotto è del 2016, quindi va per i 10 e Lola, dovrebbe avere tra i 10 e gli 11 anni.

francesco baccini: la mia vita con i cani
Uno dei cani di Francesco Baccini

Un piccolo capo e i suoi amici

Sal è il capo assoluto, – dice con affetto – È minuscolo ma comanda tutti. È un bassotto convinto di essere un pitbull. Cammina con quello sguardo fiero e quei piedini ridicoli, ma riesce comunque a imporsi.” Accanto a lui c’è Choco che è “un gigante buono, pacifico, che si lascia comandare senza mai reagire.” La storia di Lola, invece, è più complessa e dolorosa. Si tratta di una femmina di setter adottata da una associazione di volontari. “Era stata abbandonata dai cacciatori e trasferita in un canile lager di Napoli. È con me da quattro, cinque anni, ma resta fobica. Si lascia avvicinare solo per le medicine, mattina e sera.”

Francesco Baccini: in tournée con il bassotto

Francesco Baccini non ha mai portato i suoi amici a quattro zampe in tour, perché può essere molto stancante. Una sola eccezione: il bassotto, quando era molto piccolo. “I miei cani hanno una stanza all’esterno della casa che è una vera dependance riscaldata. Quando ho preso Sal, però, era inverno e non stava bene fuori con gli altri due. Non potevo lasciarlo solo, anche perché non smetteva di abbaiare e, quindi, il primo anno mi seguiva ovunque con il suo trasportino. Crescendo, poi, si è abituato a stare con gli altri e a comandarli. Oggi non è piccolo come un tempo e pesa 10 kg”.

francesco baccini: la mia vita con i cani
Francesco Baccini

Sal, il cane che voleva cantare

Quando Francesco Baccini vuole rilassarsi e provare i suoi brani nella quiete della casa in campagna cominciano i guai: “Fare le prove con i miei cani non è facile, perché il bassotto canta. Ogni volta che mi metto al piano comincia con i suoi ululi. Appena sente il mio pianoforte, non si ferma più. Se gli faccio sentire un’altra musica non succede nulla, ma se sto suonando io, anche se il pezzo è registrato o siamo in macchina e parte una mia canzone, mi viene dietro. Riconosce il tocco del padrone. Si tratta di un bassotto di talento” – dice sorridendo.

Il nuovo singolo

Intanto, tra un intervento canoro di Sal e una coccola a Choko e Lola, ha appena pubblicato il suo nuovo brano. Un singolo particolarmente intenso, perché dedicato alla sciatrice diciannovenne scomparsa lo scorso anno. Matilde Lorenzi, questo il titolo, è un sentito omaggio alla promessa azzurra della Nazionale juniores tesserata con l’Esercito che il 28 ottobre del 2024 ebbe un tragico incidente durante un allenamento in Val Senales. Con l’intensità interpretativa e la sensibilità che lo contraddistinguono, regala questa istantanea sulla giovane sportiva per una canzone in uscita il 24 ottobre e che anticipa il nuovo album. Si tratta della colonna sonora del docu film “Kristian Ghedina: storie di sci” di Paolo Galassi che racconta settanta anni di Olimpiadi italiane.

Spazio ai ricordi

Choco, Sal e Lola, però, non sono gli unici cani che Francesco Baccini ha scelto nella sua vita: “Se dipendesse da me, la mia casa sarebbe un allevamento di qualsiasi animale. Ricordo che il mio primo cane si chiamava Dick e io avevo circa dieci anni. Purtroppo lo ricordo con dolore, perché il suo passaggio nella mia esistenza è legato a un trauma: a sei mesi è stato investito da una macchina, davanti a me che stavo giocando. Mia sorella voleva farlo andare in giro senza guinzaglio, ma in città è complicato e lui era un cane da caccia, che è scappato al passaggio del primo piccione. In quella occasione, mia madre disse che non avremmo più avuto cuccioli in casa”. Le cose, però, sono andate diversamente ed è arrivato Jeremy: “è stato con noi circa venti anni. Era super viziato: non mangiava le crocchette, ma aveva la cuoca personale che era mia madre. Ricordo che comprava il filetto e lo faceva macinare per lui”. I cani li sente perennemente vicini, considerandoli quasi fratelli: “negli anni ho avuto altri due setter. Una coppia di setter irlandesi, maschio e femmina, Pippo e Dea che sono morti uno a 15 anni e una a 14, a breve distanza. Sono i migliori amici che si possano avere: un cane non ti tradisce mai, c’è sempre”.

Francesco Baccini: “Vivere con tanti animali, cambia il ritmo della casa”

La casa di Baccini si affaccia sull’Adda, immersa nel verde e la sua è letteralmente una vita tra piume, zampette e note: “Ho 2500 metri di giardino: prima di pensare ai mobili, quando l’ho comprata, ho pensato a dove mettere i cani.” Durante il lockdown è rimasto con loro giorno e notte. “Dopo, quando ho ricominciato a viaggiare, per loro è stato un trauma. Ma si sono abituati. Quando non ci sono io, il bassotto fa il vice capo.” In passato, però, non sono mancati i momenti di dolore, quando sono morti i primi setter che aveva adottato. Tuttavia non sopportava di arrivare al cancello e vedere che nessuno lo stava aspettando scodinzolando: “Sono andato al canile vicino casa mia e ho preso Sibilla, che era un meticcio, un mezzo cane lupo, di circa sei mesi. Fobica anche lei e per avvicinarmi ci ho messo almeno un anno e mezzo. Poi è arrivato Choco e dalla veterinaria ho visto la cucciolata di bassotti, per me una novità perché ho sempre avuto cani di taglia medio grandi. I piccoli non li avevo mai tenuti in considerazione, il bassotto è il primo. Lei mi ha chiesto se qualcuno voleva un cucciolo, io ho dato una occhiata ed è stato amore a prima vista. All’inizio ero preoccupato perché era minuscolo, ne avevo già due e avevo timore gli facessero del male. Sono arrivato a casa e dopo pochi minuti il bassotto era già il capo”.

Una simpatica famiglia di oche

Non solo cani, ma anche un gruppo di oche che vivono felici in giardino: “Tempo fa, sono andato sono andato al bar di un mio amico e lungo il fiume che hanno ripopolato con diversi pennuti, ho visto un’oca, anzi tre. In pochi giorni due sono scomparse e siccome non sono animali che vivono in solitudine, l’ultima rimasta si è avvicinata al bar dove c’era gente. Io andavo giù e quest’oca mi seguiva come un cane. Mi veniva incontro e mi accompagnava, mentre alle altre persone che incontrava le attaccava. Aveva scelto il suo padrone”. Per lei il destino è stato diverso e oggi vive in un luogo protetto, ma il cantautore ha deciso comunque di adottare due pulcini di oca che alla fine “sono diventati quattro, anzi cinque, anche se una l’ha fatta fuori il bassotto. Sono circondato da pennuti e da cani”.

le oche di francesco baccini
Le oche nel giardino di Francesco Baccini

Gli animali e la musica

Nella musica di Baccini gli animali hanno sempre avuto un posto speciale. “Il mio primo cane, Jeremy, un setter, è nel primo album. Pippo, un altro setter, è citato in Zac, canzone degli anni ’90. Ora tocca a Sal, che comparirà nel prossimo disco. Ma non voglio dire di più. Sarà una sorpresa.” Poi ride ancora, accarezzando l’idea: “Con un bassotto che canta, come fai a non scriverci una canzone?”.

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Immagine di Francesca Spanò

Francesca Spanò

Giornalista, Blogger, Autrice Televisiva e Travel Writer. Ha iniziato collaborando con il giornale L'Ora, la Sicilia, il Giornale di Sicilia, occupandosi di cronaca, spettacolo e turismo per poi approdare a Sky, dove si è dedicata principalmente all'ideazione, scrittura e realizzazione di documentari di viaggio, lavorando come programmista. Nel mondo del web è arrivata nel 2009, diventando blog manager di goolliver.com, linkviaggi.com, mondoviaggiblog.com, viaggifantastici.com. Collabora con il Messaggero Viaggi e Confidenze ma ha scritto anche per Elle, Starbene, Vanity Fair, AD, Expedia, Travelglobe, Dove e Neos Air-Alpitour. Ha vinto due premi giornalistici nel settore travel nel 2017 e nel 2019 per articoli pubblicati sulle pagine web de Il Messaggero ed Elle. Nel 2018 ha moderato un evento a tema viaggio per la Lonely Planet all'interno dell'UlisseFest di Rimini e nel 2019 è stata tra le autrici del testo di White Star/National Geographic dal titolo "Connect with nature".
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Giornalista, Blogger, Autrice Televisiva e Travel Writer. Ha iniziato collaborando con il giornale L'Ora, la Sicilia, il Giornale di Sicilia, occupandosi di cronaca, spettacolo e turismo per poi approdare a Sky, dove si è dedicata principalmente all'ideazione, scrittura e realizzazione di documentari di viaggio, lavorando come programmista. Nel mondo del web è arrivata nel 2009, diventando blog manager di goolliver.com, linkviaggi.com, mondoviaggiblog.com, viaggifantastici.com. Collabora con il Messaggero Viaggi e Confidenze ma ha scritto anche per Elle, Starbene, Vanity Fair, AD, Expedia, Travelglobe, Dove e Neos Air-Alpitour. Ha vinto due premi giornalistici nel settore travel nel 2017 e nel 2019 per articoli pubblicati sulle pagine web de Il Messaggero ed Elle. Nel 2018 ha moderato un evento a tema viaggio per la Lonely Planet all'interno dell'UlisseFest di Rimini e nel 2019 è stata tra le autrici del testo di White Star/National Geographic dal titolo "Connect with nature".

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