Cani che abbaiano in condominio: le nuove regole della Cassazione

Cani che abbaiano in condominio: le nuove regole della Cassazione

La Cassazione amplia la tutela dei vicini. Rischio risarcimento anche senza danno medico. Il giudice può disporre l'allontanamento.
La Cassazione amplia la tutela dei vicini. Rischio risarcimento anche senza danno medico. Il giudice può disporre l'allontanamento.
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Cani che abbaiano in condominio: le nuove regole della Cassazione. La convivenza tra proprietari di cani e vicini di casa, specialmente in contesti condominiali, è regolata da un delicato equilibrio tra il diritto di possedere un animale e il dovere di rispettare la quiete. Recenti orientamenti della Corte di Cassazione hanno reso più stringente il quadro giuridico a tutela dei condòmini disturbati da immissioni sonore moleste, in particolare dall’abbaiare persistente dei cani. Le ultime ordinanze della Cassazione modificano in modo significativo le premesse necessarie per richiedere un risarcimento, ponendo maggiore responsabilità sulle spalle dei proprietari.

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Cani che abbaiano in condominio: lesione del diritto alla tranquillità

Il punto centrale delle nuove disposizioni è l’ampliamento della tutela dei vicini di casa. Per ottenere un risarcimento per il disturbo causato dai cani, non è più vincolante la dimostrazione di un danno alla salute o di una patologia sanitaria documentata. La Cassazione riconosce che il prolungato e continuo abbaiare costituisce di per sé una lesione del diritto fondamentale alla tranquillità e al riposo.

Questa lesione, di natura civile, è sufficiente per configurare un illecito. Un caso esemplare ha portato alla condanna al risarcimento di 3.000 euro per ciascun vicino, dopo che la giustizia ha accertato un disturbo durato per circa cinque anni. Ciò rafforza la necessità, per i proprietari, di prevenire in ogni modo i latrati ripetuti e le molestie sonore.

Cani che abbaiano in condominio: dall’obbligo di allontanamento alle sanzioni

Il regolamento condominiale, pur tutelando il diritto di tenere animali domestici, subordina tale diritto al rispetto delle norme di convivenza. Quando il proprietario non adotta le misure necessarie per prevenire i rumori, in particolare nelle ore notturne, il giudice può intervenire con provvedimenti di urgenza, ben più gravi di una semplice multa. Il Tribunale di Bologna, ad esempio, ha avuto modo di intervenire in merito a violazioni analoghe, stabilendo che in casi estremi e documentati, il giudice può imporre non solo sanzioni economiche, ma anche l’obbligo di spostare temporaneamente o definitivamente l’animale. Tali decisioni vengono prese in presenza di prove inconfutabili del disturbo, quali registrazioni sonore, misurazioni fonometriche o, come accadeva in passato, certificati medici. La responsabilità del proprietario è quindi quella di adottare un approccio proattivo, gestendo l’animale in modo da evitare comportamenti disturbanti, soprattutto quando il cane è lasciato solo a lungo.

Il ruolo del veterinario

Di fronte a una controversia legale, il veterinario assume un ruolo di consulente tecnico determinante. Il professionista è chiamato a valutare se l’abbaiare eccessivo non sia il sintomo di un malessere, come l’ansia da separazione o la mancanza di stimolazione e di un corretto piano educativo.

Il veterinario comportamentalista può indicare ai proprietari percorsi di modificazione comportamentale e strumenti di gestione specifici, con l’obiettivo primario di migliorare il benessere del cane e ristabilire la serenità condominiale. Questa documentazione tecnica può essere essenziale per i proprietari al fine di dimostrare l’impegno profuso nel risolvere la problematica, prevenendo così l’escalation del contenzioso in sede giudiziaria.

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