Elena Barolo e il suo barboncino: dal timore per i cani all’inseparabile Whisky, il cucciolo che le ha cambiato la vita. “Più che un cane, un figlio”: la voce di Elena Barolo, mentre racconta del suo amato Whisky è carica di una gioia che conquista e l’istinto, per chi la ascolta, è quello di correre da lui per conoscerlo e accarezzarlo. Il primo e unico amico a quattro zampe che ha scelto di allevare, è un desiderio realizzato dopo anni di attesa a immaginarsi come sarebbe stata la vita con un cucciolo per casa.
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Un incontro che ha cambiato tutto
Non sempre i sogni d’infanzia trovano spazio nella vita adulta. Elena Barolo, invece, è riuscita a rendere reale un pensiero che da bambina la faceva sorridere di entusiasmo: “Ho sempre voluto un cane – racconta – ma da piccola i miei genitori non erano d’accordo. Dicevano che in appartamento non avrebbe vissuto bene”. Così, tra città e campagna, il sogno restava lì, sospeso. “Ho scelto di rivolgermi a un allevamento, principalmente perché non avevo la minima esperienza con queste creature. Nemmeno i miei nonni avevano mai avuto un cane e non sapevo davvero come accudire un cucciolo. A questo punto mi sono detta che era il caso di prenderlo in un luogo dove avrei potuto chiedere consigli ed essere seguita. E poi, come primo approccio avrei voluto che mi indirizzassero verso un esemplare dal carattere più mite”.

E cosi, nel 2013, è arrivato Whisky. Era un barboncino piccolo, quasi minuscolo, e con lui il primo vero incontro di Elena con il mondo dei cani. “Io ne avevo paura, pensa un po’. Eppure lo desideravo. Al primo incontro correva dietro di me e io scappavo. A lui sembrava un gioco, ma in realtà ero intimorita”. Un inizio buffo, con lei che a un certo punto, chiudendosi in bagno gli ha persino urlato: “Whisky, la casa è tutta tua, fai quello che vuoi!”
Elena Barolo e il carattere di Whisky: un cane incredibilmente dolce e intelligente
Il tempo ha completamente cancellato quella timidezza e, al suo posto, ha consolidato un legame unico. Whisky ha un’indole calma, apprende tutto velocemente e ha persino superato le aspettative di Elena Barolo: “Già da subito, bastava dirgli le cose una volta e le capiva. Non so se sono stata brava io o se è stato lui a imparare così in fretta. Tutti mi dicono che è molto intelligente”. All’inizio, però, ha rischiato di “perderlo”: “Lo avevo preso per tenerlo con me e il mio ex compagno, ma dopo un mese lui non lo voleva più ritenendo fosse complicato da gestire. Io non ce l’ho fatta a riportarlo indietro, ormai era parte del mio cuore e ho chiamato mia mamma chiedendole se poteva accudirlo. Lei mi ha detto che non aveva mai avuto un cane, ma rischiava di tornare in allevamento e così per quell’estate gli ha insegnato tutto, dai gradini ai bisogni, alle regole di casa. Quando siamo tornati dalle vacanze, il mio compagno ha visto che Whisky era sveglio, cresciuto ed educato e ha voluto riportarlo indietro. Mia mamma però ci era rimasta un po’ male, perché ormai lo sentiva suo”. Oggi Whisky ha imparato a dare la zampa, a rotolarsi e persino a indicare quando ha sete portandola al bidet. “A volte gli faccio discorsi interi, con frasi complete, e lui capisce tutto. Se gli dico di uscire, scende dal divano e va verso il guinzaglio”.
Un’intelligenza che lo ha reso anche un compagno equilibrato. “Non ha ansia da separazione. Se lo lascio da mia mamma o da qualcun altro non si agita, sa che io torno. È sereno, e questo per me è fondamentale”.
Elena Barolo e il suo barboncino: la vita quotidiana insieme
Da allora Whisky è diventato il compagno inseparabile di Elena. “Lo porto a fare passeggiate mattina e sera, sempre io. A meno che non sia fuori per lavoro: in quel caso lo porta la domestica. Ma esce sempre, e spesso viene con me anche agli appuntamenti e agli eventi. Lo conoscono tutti”. La promessa di non farlo dormire nel letto, invece, è durata pochissimo. “Dopo la seconda notte era già salito. Ma è un cane super attento. Quando torno a casa si siede e aspetta che io lo pulisca con le salviette prima di salire sul divano. Lo sa”.

Elena e Whisky: affetto, tanto amore e anche responsabilità
Per lei il cane è come un figlio e il paragone non è solo emotivo, ma riguarda in buona parte la responsabilità quotidiana e l’impegno concreto: “Un cane non deve restare solo tutto il giorno. Se sai che stai fuori dall’alba alla sera, devi rinunciare. Non è una scelta egoistica, è altruistica”.
Lei, che l’ha preso in allevamento, lo difende anche dalle critiche di chi dice che bisognerebbe adottare solo dai canili. “Si può voler bene anche a un cane preso in allevamento. Io quando vedo cani malati o anziani sui social vorrei prenderli tutti. Ma non si può. L’amore non dipende da dove lo hai preso”.
Elena Barolo e il suo barboncino Whisky: in viaggio o al lavoro, sempre insieme
Oggi, dopo 13 anni, continua ad essere una presenza costante e amata: “In macchina si mette vicino a me. Io lo accarezzo ed è il compagno migliore che una persona possa avere”. E tra le righe si capisce che questo legame ha cambiato Elena, le ha tolto la paura degli animali e le ha insegnato la dedizione. “Adesso vorrei persino un allevamento, perché grazie a lui non ho più paura degli animali e non solo dei cani. Mi piacerebbe aver persino un felino grande”, ma ovviamente è un sogno che probabilmente resterà tale. E con una risata, immagina anche cosa le direbbe Whisky in merito alle sue mille attenzioni, se potesse parlare: “Lascia stare, anche meno”.