Allevare Beagle: intervista ad Alberto Calbucci

L'affascinante mestiere di allevare una straordinaria razza

Allevare Beagle: intervista ad Alberto Calbucci
Allevare Beagle: intervista ad Alberto Calbucci

Allevare cani è una professione affascinante, gratificante, divertente e di grande responsabilità. Vita da Cani intervista Alberto Calbucci, allevatore di Beagle da molti anni, tra i più noti del nostro paese, fondatore e titolare dell’allevamento Di Casa Calbucci

Scopri con Alberto Calbucci il fascino e i segreti di una professione affascinante e  le caratteristiche di una razza così bella e particolare come quella del Beagle.

Da quanti anni lei è allevatore?

Allevo Beagles dal 1998, quindi a breve saranno già vent’anni. Vi confesso che mi sembra di avere iniziato solo ieri, e solo quando me lo chiedono ci penso e realizzo che in realtà ne è passata di acqua sotto i ponti, come si suol dire. Probabilmente il tempo è volato così in fretta perché più che un lavoro accudire queste splendide creature è un divertimento, certamente impegnativo ma estremamente piacevole se svolto con gioia e passione.

Come è nata la sua passione per i cani e per il mestiere di allevatore?

Da bambino avevo il terrore dei cani, quindi allevarli o tenere a pensione quelli di altre persone non era certo il mio sogno nel cassetto o comunque nei miei progetti. Alla fine del 1993 ho acquistato un casolare in cima a un monte e, poco alla volta, ho maturato la volontà di svolgere un lavoro che mi permettesse di rimanere a casa e di godermi la natura in cui essa è immersa. Fu di mia moglie Lauri l’idea di aprire una pensione per cani ma essendo un’attività commerciale non potevamo avere i permessi per costruire la struttura su di un terreno agricolo quindi fui praticamente obbligato a diventare imprenditore agricolo ma, avendo poco terreno, avevo ben poche alternative circa l’attività che potevo svolgere; avrei potuto coltivare fiori, allevare lumache oppure cani. Decidemmo quindi di allevare Beagles come accorgimento per poter costruire la nostra pensione ignari del fatto che, in realtà, quella sarebbe diventata l’attività principale e che sarei rimasto stregato da questi cani fenomenali.

Perché proprio il beagle?

Ho scelto la razza Beagle semplicemente per l’aspetto piacevole e per quello sguardo, allo stesso tempo triste e furbo, che ti cattura. Amici e conoscenti più o meno esperti di cani hanno cercato di dissuadermi in tutti i modi raccontandomi le varie leggende metropolitane che ancora oggi si sentono attorno a questa razza ma io ormai avevo deciso e ho tirato dritto per la mia strada contento, ancora oggi, di aver fatto quella scelta.

Qual’è il pregio più evidente del beagle?

Allevare Beagle: intervista ad Alberto Calbucci

Di pregi il Beagle ne ha veramente tanti ma il primo che mi viene in mente senza pensarci tanto sicuramente è l’energia, la vitalità che sprizza da tutti i pori e ti trasmette continuamente buon umore. È estremamente giocherellone, sempre pronto per qualsiasi attività, super socievole e buffo in tante situazioni. Nonostante questa grande energia, non ha per forza bisogno di lunghe passeggiate, che comunque non disdegna anzi adora, riesce infatti ad abituarsi perfettamente ai ritmi del padrone o della famiglia risultando, stranamente, il cane ideale anche per anziani o infermi. In fondo ciò di cui veramente non può fare a meno è l’amore del suo branco.

 Ha qualche difetto, il beagle?

Più che di veri e propri difetti direi che ha delle particolari caratteristiche che è bene conoscere e imparare a gestire per non rischiare di fallire nella sua educazione e trasformare quella che dovrebbe essere una gioiosa convivenza in un calvario. È estremamente goloso e affamato, quindi bisogna costantemente vigilare sulla sua dieta per non farlo ingrassare; questa sua caratteristica però risulta sicuramente vantaggiosa nella sua educazione se si utilizzano premi in cibo come gratificazione. Come abbiamo detto è estremamente socievole, bisognerà quindi limitare il suo campo d’azione quando lasciato solo onde evitare danni alle cose e anche alla sua salute, dovuti alla noia da solitudine e alla sua innata curiosità. È bene anche abituarlo sin da cucciolo a correre in libertà e a rispondere al richiamo. Queste sono solo alcune delle sue peculiarità, citate ad esempio, ma potrei andare avanti a lungo a parlare di questa razza che è un vero e proprio portento.

Allevare Beagle: intervista ad Alberto Calbucci
Allevare Beagle: intervista ad Alberto Calbucci

Qual è la giornata tipo dell’allevatore di cani?

La mia giornata inizia presto la mattina per svolgere il lavoro ordinario e prestissimo se vado fuori nei boschi ad addestrare i cani. La prima cosa che faccio è dare da mangiare ai cuccioli, poi comincio a turno a fare uscire dai box i cani che sono divisi in gruppi di riproduzione composti da un maschio e il suo harem di femmine. Mentre corrono liberi, giocano e si divertono lavo e disinfetto accuratamente i loro giacigli. A questo punto preparo il cibo, mi occupo dei documenti per i pedigrees, le prenotazioni, la banca, il commercialista, i social networks ecc. poi esco dall’ufficio li accarezzo e gioco con loro tenendo sempre bene gli occhi aperti per capire tutto quello che succede (calori, problemi di salute ecc.) Assisto agli accoppiamenti, almeno una volta il mese li spazzolo, pulisco le orecchie, do loro i trattamenti antiparassitari e ogni quattro mesi somministro il vermifugo. Spesso faccio anche foto e filmati per i clienti, assisto ai parti e mi occupo del lavoro di giardinaggio. Una volta il mese arriva il mangime e la carne fresca che è da sistemare con cura. I cuccioli ovviamente sono quelli che vanno seguiti di più nelle varie fasi della crescita, diciamo che vanno controllati e accuditi a intervalli regolari ventiquattro ore al giorno. Come potete ben capire non mi annoio, c’è sempre qualcosa da fare e le giornate scorrono via che è un piacere.

Quali sono le caratteristiche che fanno di un allevatore un buon allevatore?

Amare e rispettare i propri cani, non lasciare nulla al caso, ascoltare sempre con umiltà i colleghi, sperimentare, avere il coraggio di scartare e conservare, non giudicare o peggio ancora criticare mai il lavoro di chi condivide la tua stessa passione, non smettere mai di aggiornarsi e di approfondire le conoscenze, non scendere mai a compromessi, escludere dalla riproduzione quei soggetti che hanno o trasmettono difetti anche si trattasse del tuo cane preferito al quale sei super affezionato, essere sempre disponibile con tutti non solo con i tuoi clienti e infine dedizione, passione e professionalità.

Quali suggerimenti darebbe a chi volesse intraprendere la sua stessa professione?

A questa domanda potrebbero rispondere i tanti che, con mia immensa gioia e soddisfazione, in questi anni si sono rivolti al mio allevamento per avviare la mia stessa attività. A loro ho ceduto alcuni soggetti frutto della mia selezione, ho cercato sempre di aiutarli andando loro incontro con accordi economicamente molto vantaggiosi e elargendo loro tantissimi consigli. Ho cercato senza riserve di trasmettere loro quel poco che ho imparato e vedere, dopo qualche anno, il loro successo è per me una grande gioia. A chi volesse intraprendere la mia stessa professione suggerisco di leggere e soprattutto praticare ciò che ho risposto alla domanda precedente.

Allevare Beagle: intervista ad Alberto Calbucci
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Perché consiglierebbe un Beagle?

Lo consiglierei perché ha tantissimi pregi e pochissimi difetti! La lista dei pregi sarebbe troppo lunga quindi mi limito a dire che è una razza molto rustica, che non richiede particolari attenzioni, che nonostante il pelo quasi raso sopporta benissimo sia il clima rigido invernale che quello torrido estivo, ha una salute di ferro, è molto pulito e come abbiamo già detto è molto socievole e accattivante nell’aspetto.

Il momento in cui consegna un cucciolo è un momento di grande responsabilità. Come si accerta che il cucciolo finisca davvero in buone mani?

Allevare Beagle: intervista ad Alberto Calbucci
Allevare Beagle: intervista ad Alberto Calbucci

La certezza purtroppo non si ha mai; la mia prassi consiste nel fare una specie d’interrogatorio ai clienti sin dal primo contatto, sia esso telefonico o in allevamento, per cercare di capire se ci sono i requisiti giusti per accogliere un cane. Al momento della consegna impiego circa un’ora per spiegare in maniera esaustiva come prendersi cura del cucciolo ed educarlo, rimango inoltre a disposizione del cliente per eventuali dubbi e consigli per tutta la vita del cane e, infine, anche nel contratto di vendita, per evitare abbandoni o incaute cessioni, è specificato che l’allevamento è disponibile a riprendere il cane qualora il proprietario non potesse più tenerlo presso di sé.