Ema Stokholma: “Jordan mi ha dato quel senso di casa che cercavo e mi ha aiutato a mettere ordine alle mie priorità”. Un’esplosione di talento e vitalità e un amore profondo per il segugio italiano che ha adottato. La conduttrice radiofonica e televisiva ci racconta del suo successo più autentico: il legame speciale con Jordan.
Con un personale mix di stile e simpatia e un’inconfondibile personalità, Ema Stokholma, pseudonimo di Morwenn Moguerou, ha ormai conquistato il cuore del pubblico tra radio, TV e social. Dietro a quei sorrisi contagiosi e a una bellezza statuaria esaltata da tanta gioia di vivere, però, si cela un dolce segreto: l’amore sconfinato per Jordan, un segugio italiano di 15 anni che ha adottato quando aveva solo due anni. Un vero compagno di vita che è riuscito a riscrivere le sue giornate riempiendole di tanta allegria, al punto che non immagina più la sua esistenza senza di lui: “È speciale e so che non ne troverò mai un altro che gli somigli. Il legame, poi, sarebbe diverso e forse non sarei nemmeno pronta”.
Una grande paura che si è trasformata in un’immensa passione
Il rapporto di Ema con i cani, però, non è sempre stato idilliaco, perché da bambina era molto intimorita dalla loro presenza. “In realtà, i primi incontri non erano tanto felici perché avevo un po’ paura. Ricordo che abitavo in un villaggio nel sud della Francia e ce n’era uno, spesso senza guinzaglio, che vagava in piazza. Era spelacchiato e lo vedevo grosso, soprattutto in confronto a me che ero piccola e aveva anche provato a mordermi, per cui ero spaventata. Il mio amore per i cani, dunque, è stato molto graduale. Crescendo ho smesso di aver timore e devo dire che oggi quando li incrocio per strada mi viene il sorriso, e quello è contagioso. Chi ti incontra non sa perché sorridi e sorride a sua volta. Penso che i cani siano in grado di regalare benessere e secondo me è bellissimo”. La dj e speaker radiofonica non solo ha superato la sua diffidenza per questi dolcissimi animali, ma è molto impegnata sul fronte dei diritti degli animali schierandosi costantemente contro ogni forma di abbandono e maltrattamento.
Ema Stokholma: “Vi presento il mio Jordan”
Parlare dei propri animali “è sempre l’intervista più bella” secondo Ema, che si lascia andare ai bellissimi ricordi che la legano al primo incontro con Jordan: “Il mio segugio italiano l’ho trovato per caso, perché stavo per prendere un cane di razza che in quel momento desideravo fortemente. La sera prima dell’adozione, però, mi trovavo al parco con Andrea Delogu e il suo cagnolino e ho incontrato una ragazza con lo stesso esemplare che volevo anch’io”. Lei, contro ogni previsione, le ha sconsigliato questa scelta, insinuando il dubbio nella sua mente: “Ormai erano mesi che lo aspettavo. Ho deciso, comunque, di prenderlo come un segno del destino e ho chiamato l’allevamento per disdire l’incontro fissato per il giorno successivo. Ho detto che non me la sentivo e non andavo più”. Un sogno rinchiuso nel cassetto e dimenticato per sempre? Assolutamente no, come conferma Ema Stokholma: “tornata a casa ho visto che c’era la cuccia pronta, ma era rimasta vuota. Io stavo scrollando su Facebook e ho visto la foto di un amico di un mio amico con un cucciolo di segugio in braccio. Era così carino che non ho resistito e ho chiesto subito informazioni. A quel punto, sono andata a cercare degli annunci a tema e ho visto Jordan che si trovava in stallo da due signori che non lo potevano tenere. Con quella faccia lì, era davvero irresistibile e sono andata a prenderlo”.
A spasso con Jordan: lo speciale “consulente per gli acquisti” di Ema Stokholma
Ema non ha una vera e propria routine quotidiana con il suo cane, semplicemente perché quando può, lo porta ovunque con sé: “Non c’è un negozio del quartiere dove non lo conoscono e non mi fanno entrare se lui non è con me. Se non lo porto non mi salutano nemmeno. La mattina mi sveglio, vado a prendere il cappuccino di soia e ci deve essere Jordan per forza”.
Ema Stokholma: “Non più cani da allevamento, ma cani da salvare”
Oggi è certa di una cosa, non sceglierà più un amico a quattro zampe all’interno di un allevamento: “Ho capito la lezione; quando ho scelto il mio primo cucciolo non sapevo nulla. Ora ho compreso che il cane ti trova, non devi cercarlo tu. Desiderarne uno è giusto, ma non la razza, anche se stavo facendo io stessa questo errore. Un mio amico aveva un bull terrier con il quale si era instaurato un bellissimo rapporto, quindi pensavo di ricreare lo stesso legame con un cane mio. Però non è andata così, per fortuna”. Ora c’è Jordan e non riesce a immaginarsi lontana da lui: “Mi ha dato quel senso di responsabilità, quel desiderio di tornare sempre, mi ha aiutato a mettere in ordine le priorità. Arrivare a casa e far star bene il cane e uscire con lui è ciò che conta, così come avere degli orari più regolari”. Questo anche se si è adattato subito alla vita ricca di impegni della sua padroncina: “All’inizio io facevo la deejay e lui si svegliava alle 13, lo portavo fuori prima di andare a letto alle sette del mattino e poi dormiva tutto il giorno insieme a me. Si è abituato subito, poi ci siamo venuti incontro”.
Voglia di semplicità, circondata d’amore
Ema è una donna realizzata, in grado di trasmettere il buonumore in ogni angolo del web. Per il futuro è aperta alle novità, ma senza l’ossessione del successo: “Continuo a fare le mie cose, sono felice, conduco Social Club con Luca Barbarossa su Rai Radio2 e la sera sono al lavoro con Gino Castaldo. Sono felice così e non ho chissà quali grandi progetti. Poi la vita mi porta a volte a incontrare Carlo Verdone, ad esempio, o Paolo Virzì, a occuparmi di progetti esterni che però non vado tanto a cercare. Sono contenta se arrivano perché è una bella soddisfazione, però sono una persona che si accontenta e gode anche delle piccole cose”.
Non solo Jordan: “Un animale curioso che vorrei adottare…”
Ema è sempre frizzante, originale e un po’ fuori dagli schemi: la dimostrazione vivente che passione e autenticità vincono sempre. Oltre ai cani ha un curioso desiderio: “Mi piacerebbe avere delle capre. Le trovo meravigliose. Sì, vorrei delle caprette, almeno tre, per non farle mai sentire sole”.