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Cani e bias spaziale: i risultati di uno studio

Gli interessanti risultati di uno studio condotto in Ungheria
cani e bias spaziale
Immagine di Freepik

Cani e bias spaziale: i risultati di uno studio. Nel mondo dei nostri amici a quattro zampe, l’intelligenza si manifesta spesso in modi sorprendenti e complessi. Una recente ricerca dell’Università Eötvös Loránd in Ungheria, pubblicata sulla rivista Ethology, ha esplorato il concetto di bias spaziale nei cani, fornendo intuizioni affascinanti su come i cani interpretano i gesti umani in contrasto col modo in cui li interpretano i bambini piccoli.

Cani e bias spaziale

Il bias spaziale è la tendenza dei cani a interpretare un gesto, come il puntare un oggetto, come un segnale direzionale. A differenza dei bambini, che si concentrano sull’oggetto stesso, i cani sembrano percepire il gesto come un invito a guardare o muoversi in una direzione specifica. Ciò suggerisce che l’elaborazione delle informazioni nei cani può essere più simile a quella degli esseri umani di quanto si pensasse in precedenza.

Cani e bias spaziale: lo studio

Lo studio ungherese ha coinvolto 82 cani, con una presenza significativa di border collie, vizsla e whippet. I cani sono stati testati in una serie di esperimenti progettati per valutare la loro reazione a diversi stimoli, al fine di determinare se il loro bias spaziale fosse influenzato da fattori sensoriali, cognitivi o da entrambi.

I test e i risultati dello studio

Attraverso una serie di compiti che includevano l’associazione di piatti di colore e forma diversi con il cibo, i cani hanno dimostrato di apprendere più rapidamente quando si trattava di scegliere una direzione piuttosto che un oggetto specifico. Questo ha evidenziato una tendenza a interpretare i gesti umani come segnali direzionali, piuttosto che come puntamenti verso oggetti specifici.

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La correlazione con l’acuità visiva

Una parte interessante dello studio ha esaminato l’acuità visiva dei cani, misurata attraverso l’indice cefalico (CI). I risultati hanno mostrato che i cani con un CI più basso, indicativo di una testa più corta e di una maggiore acuità visiva, tendevano a mostrare un bias spaziale ridotto. Ciò suggerisce che il bias spaziale nei cani non sia solo una questione di sensorialità ma sia anche influenzato dal loro modo di pensare.

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Cani e bias spaziale: i risvolti pratici dello studio

Queste scoperte offrono ai proprietari di cani una prospettiva più profonda su come i loro animali percepiscono e interpretano il mondo. Comprendere che i cani possono interpretare i gesti come segnali direzionali aiuta a migliorare la comunicazione e il legame tra l’uomo e il suo migliore amico.

I ricercatori sottolineano comunque che, poiché il campione era costituito esclusivamente da cani domestici ungheresi, i risultati potrebbero non essere applicabili universalmente. Tuttavia, lo studio apre la strada a future ricerche che potrebbero esplorare ulteriormente le capacità cognitive e sensoriali dei cani in contesti ancora più ampi.

Il lavoro svolto dai ricercatori ungheresi non solo arricchisce la nostra comprensione del comportamento canino ma apre anche nuove domande sulla cognizione animale. Man mano che esploriamo più a fondo l’intelligenza dei cani, continuiamo a scoprire che la loro capacità di comprendere e reagire al nostro mondo è davvero affascinante e ben lungi dall’essere pienamente compresa.

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