Apollo e i cani randagi delle piramidi d’Egitto. Ecco la vera storia

Apollo e i cani randagi delle piramidi d’Egitto. Ecco la vera storia

Diventato popolare grazie a un video che lo riprende mentre scala la piramide di Giza, Apollo è l'emblema di una storia che merita di essere approfondita
Diventato popolare grazie a un video che lo riprende mentre scala la piramide di Giza, Apollo è l'emblema di una storia che merita di essere approfondita
Apollo cani piramidi egitto
(Vicki Brown/American Cairo Animal Rescue Foundation)

Apollo e i cani randagi delle piramidi d’Egitto. Ecco la vera storia.  Nel cuore del deserto egiziano, tra le storiche piramidi di Giza, si nasconde un mondo spesso ignorato: quello dei cani randagi. Questi animali, simboli di resilienza, vivono in un ambiente che è affascinante ma nello stesso tempo difficile. Grazie all’impegno di attivisti locali, come Ibrahim Elbendary e Vicki Brown, le loro storie stanno finalmente ricevendo l’attenzione che meritano. Ma cosa vuol dire per questi cani vivere tra le meraviglie dell’antico Egitto?

Apollo: il cagnolino divenuto celebre

Uno dei cani più conosciuti di questo gruppo è Apollo, un giovane di tre anni che ha catturato l’attenzione di milioni di utenti sui social media. Un video che lo ritrae mentre abbaia agli uccelli in cima a una piramide ha fatto il giro del web, scatenando commenti e discussioni. Sebbene ci siano alcuni scettici riguardo alla veridicità del video, molti hanno espresso preoccupazione per la sua sicurezza. Vicki Brown ha rassicurato tutti, dichiarando che Apollo sta benissimo e che vive felicemente con la sua madre Laika e il resto del branco. Apollo e Laika non sono solo cani senza casa, ma simboli di una lotta quotidiana per la sopravvivenza. Passano le loro giornate cercando cibo tra i rifiuti e cacciando piccoli uccelli. Vicki e Ibrahim, grazie ai fondi raccolti attraverso donazioni, forniscono loro cibo e cure mediche, quando possibile.

Apollo e i cani randagi delle piramidi: il ruolo delle organizzazioni di volontariato

La maggior parte dei cani randagi della zona staziona vicino alla base delle piramidi, ma Laika ha scelto di avventurarsi più in alto, probabilmente per trovare un luogo sicuro per partorire. È un comportamento che evidenzia l’intelligenza e l’astuzia di questi animali, che devono continuamente adattarsi per sopravvivere in un ambiente ostile. La situazione dei cani randagi in Egitto è complessa. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 200.000 persone vengono curate ogni anno per morsi di animali. In passato, il governo egiziano ha affrontato il problema del randagismo con misure drastiche, come avvelenamenti di massa e abbattimenti. Tuttavia, grazie a iniziative come l’American Cairo Animal Rescue Foundation (ACARF), fondata nel 2020, l’atteggiamento verso i cani sta lentamente cambiando. ACARF si impegna non solo a nutrire questi cani così poco fortunati, ma anche a catturarli per vaccinarli e sterilizzarli, prima di rilasciarli. Tuttavia, il compito è reso difficile dalla natura astuta di animali come Apollo, che riesce a scappare ogni volta che tentano di catturarlo.

Un cambiamento culturale

Negli ultimi anni, l’opinione pubblica egiziana ha cominciato a guardare i cani con occhi diversi. Con il ridimensionamento delle credenze legate a determinate interpretazioni religiose, sempre più persone riconoscono il valore di un approccio umano e scientifico al randagismo. Le campagne di sterilizzazione e vaccinazione stanno guadagnando terreno, contribuendo a migliorare le condizioni di vita degli animali e la sicurezza pubblica. Vicki Brown ha notato un cambiamento significativo nel comportamento dei cani verso i visitatori. “Non ci sono problemi di sicurezza”, afferma, “Alcuni cani sono molto amichevoli e si integrano bene con i turisti”. Questo non solo aiuta a costruire una convivenza pacifica, ma crea anche un legame tra gli animali e le persone che visitano questo luogo iconico.

Le storie dei cani randagi delle piramidi di Giza, come Apollo e Laika, sono una testimonianza della resilienza degli animali e del cambiamento in atto nella società egiziana. Con l’aiuto di organizzazioni come ACARF e di attivisti dedicati, la speranza è che la vita per questi cani possa migliorare e che possano continuare a vivere liberi tra le meraviglie dell’antico Egitto, contribuendo a un ambiente di coesistenza e rispetto reciproco.

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