sabato, Agosto 6, 2022
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Violenza su cani

cagnetta_collo_tagliatoContinuano gli episodi di violenza perpetrati su povere bestie indifese. L’ultimo in ordine cronologico è avvenuto l’11 maggio u.s. E’ successo a Canicattì in provincia di Agrigento, un ragazzo minorenne ha impiccato uno Yorkshire alla maniglia di un portone. Come se non bastasse, dopo averlo ucciso, il minore ha preso a calci, ha tirato pietre ed ha urinato sulla carcassa.  A denunciare il fatto ai carabinieri sono stati altri coetanei dagli 11 ai 15 anni. Il minore è ricercato dalle forze dell’ordine.

Altro episodio di spietata crudeltà è avvenuto a Sava (TA) nei confronti di una cagnetta meticcia alla quale ignoti hanno tagliato la gola (senza fortunatamente recidere la carotide) e bruciato diverse parti del corpo comprese le ciglia e i baffi. La cagnetta è stata trovata dal Sig. Cosimo Damiano Carrieri e sua moglie Enza che senza esitare hanno caricato la cagnetta sulla loro auto portandola al più vicino ambulatorio veterinario dove è stata soccorsa e operata dalla Dr.ssa Maria Pia Barletta. Ora la cagnetta si trova presso l’abitazione del Sig. Carrieri dove viene controllata, medicata e curata. Speriamo che il Sig. Carrieri, al quale va il nostro grazie e i nostri complimenti per il nobile gesto, possa dare alla bestiola l’opportunità di ricambiare l’amore e le coccole adottandola definitivamente.

La giustizia italiana punisce chi maltratta gli animali, c’è da chiedersi comunque se la pena è adeguata al reato. E’ di oggi la sentenza di condanna a 6 mesi di reclusione per i due rumeni che nell’aprile del 2006 a San Varano (Forlì) avevano seppellito vivi due cuccioli di cane di razza “corso” nei pressi di del fiume Montone. Gli operatori del Corpo Forestale di Stato di Forlì e Predappio, insieme alle Guardie Ecologiche di Forlì, nel corso dell’operazione erano riusciti a salvare solo tre dei sei cuccioli seppelliti vivi.

Sicuramente alla base della violenza su povere bestie indifese ci sono spesso meccanismi psicologici complessi o ragioni economiche. I gesti violenti fini a se stessi sono quelli più spietati e rivelano una maggiore aggressività da parte di chi, senza scrupoli, li perpetra. Le mutilazioni, le torture e i maltrattamenti su animali vanno denunciati alle forze dell’ordine.
Con la Legge 189 del 2004 è stata ulteriormente incrementata la disciplina giuridica circa questo argomento. Gli articoli del codice penale sono i seguenti: 544-ter (se all’animale vengono provocati danni alla salute) e 727 (se all’animale si provocano sofferenze ma non danni alla salute gravi).
Se sei testimone di simili atrocità non esitare, recarti presso un comando dei carabinieri o presso una centrale di polizia per segnalare/denunciare l’avvenimento. Puoi anche far richiesta di restare anonimo.

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