Cani in prima linea per il soccorso ad Haiti

cane_macerieSquadre cinofile sono partite dalla Spagna, dalla Francia, dal Messico, dagli Usa, dalla Cina e da Taiwan per portare soccorso alla popolazione di Haiti. Si tratta di fare una corsa contro il tempo, l’aiuto che possono dare i cani è irrinunciabile. Il loro fiuto è eccezionale, la loro capacità di infilarsi in fessure e anfratti quando a poche ore dal sisma per l’uomo è difficile o impossibile farsi largo tra i cumuli di macerie, può fare la differenza tra la vita e la morte. In queste situazioni, si calcola che sia di circa 72 ore il tempo massimo di intervento per poter sperare di recuperare persone ancora in vita. L’uso dei cani addestrati a trovare persone sotto le macerie è utile soprattutto per non disperdere energie e concentrare gli sforzi, ovvero le operazioni di scavo, laddove c’è certezza di trovare qualcuno. Per il cane si tratta di proseguire un gioco che ha fatto durante l’addestramento nei centri che fanno capo alle associazioni di protezione civile o ai corpi militari dello Stato. Non esistono razze più adatte di altre, esistono però cani più idonei di altri, cani che vengono selezionati fin da cuccioli e che dimostrano di avere un buon fiuto e soprattutto una inclinazione naturale all’apprendimento e alla socializzazione.

«Il loro addestramento inizia quando sono ancora cuccioli” spiega il vicequestore aggiunto Giovanni Quiglini, responsabile delle unità cinofile e a cavallo del Corpo Forestale dello Stato “vengono assegnati ad un conduttore e dal momento del loro primo incontro, i due inizieranno a fare coppia fissa” Il cane vive con il suo conduttore, va a casa sua e tra i due si crea una stretta simbiosi. Tutto ciò che il cane fa durante la ricerca dei dispersi lo fa si come prosecuzione di un gioco e per ottenere una ricompensa ma anche per assecondare il desiderio del suo amato conduttore. Da qui l’esigenza di stabilire un forte legame tra cane e uomo. L’addestramento prevede diverse fasi: dalla socializzazione all’obbedienza e fino all’apprendimento delle tecniche operative. Il primo addestramento dura alcuni mesi, ma in realtà non finisce mai e ogni anno vengono eseguiti diversi test di operatività. In Abruzzo, nella recente sisma, “quegli splendidi animali hanno svolto davvero un grande lavoro” conferma Quiglini : “senza di loro molte persone non avrebbero potuto essere salvate”.